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Quando
si parla di nudismo, la maggior parte delle persone in genere è portata a
definirlo una forma di esibizionismo o un’inutile bizzarria, qualcuno
addirittura una perversione sessuale. Ma quanti di questi giudizi sono
frutto di semplici inibizioni,
di preconcetti, di ipocrisia indotti dall’ adesione all’etica corrente
e quanti invece derivano da un’esperienza
personalmente vissuta? Incuriosito
da questo modo di vivere che, oltre le critiche anzidette, suscita anche significativi
consensi soprattutto fuori dall’Italia, ho intervistato un amico che da
alcuni anni ha scelto di praticarlo, sperando così di dare un contributo
di informazione su uno stile di vita ancora misconosciuto ai più.
Ho
incontrato il mio amico Nino alcuni
giorni fa. Subito dopo avermi fatto accomodare sul divano del soggiorno di
casa sua, mi ha porto un album di fotografie. Raffiguravano lui insieme ad
altre persone nude; mi sorprendevano la spontaneità degli atteggiamenti,
la serenità delle espressioni sui loro visi. Non notavo nessuna malizia,
nessuna perversione, nessun desiderio di provocazione in ciò che
osservavo. Nel frattempo Nino mi spingeva a riflettere sulle sue foto, con
sottile compiacimento. Poi, non appena ho chiuso l’album, mi ha detto:
“ Ciò che noi oggi chiamiamo “nudità”
è semplicemente l’aspetto di tutte le creature viventi, compreso
l’uomo; solo che non siamo abituati a definire un cane, un cavallo o un
albero nudi perché la loro “nudità” non ci scandalizza. Apprezziamo
il corpo nudo nei films , nella pubblicità o attraverso le scollature di
un abito, senza dimenticare che in campo artistico ne esistono pure esempi
straordinari che mai ci sogneremmo di contestare, vedi i nudi della
cappella Sistina, i bronzi di Riace, o la maya di Goya e potrei citarti
tantissime altre opere. Perché dovremmo accogliere un’idea in
alcuni contesti rifiutandola poi in altri?
La gente è stranamente presa dal bisogno di coprire il proprio
corpo, anche quando non ce ne sarebbe alcun bisogno. Eppure non riflette
mai abbastanza sul fatto di essere nata senza vestiti. Se Dio, come dice
la bibbia, ci ha creati nudi (erano ambedue nudi e non ne provavano
vergogna, viene detto nella Genesi 2. 25 a proposito di Adamo ed Eva)
evidentemente lo ha fatto perché così ci ha ritenuto completi.
Considerare alcune parti del proprio
corpo come un’indecenza da nascondere è una mistificazione. Il fatto di
vestirsi ha una sua importanza se si tratta di proteggersi dal freddo
oppure se ci sono particolari esigenze igieniche da rispettare, ad esempio
quando mangiamo; altrimenti è perfettamente inutile”.
Eppure
–ho replicato- ora tu sei vestito e in base a ciò che hai appena detto,
mi sembra che potresti anche stare nudo. Non si tratta di un controsenso
rispetto allo stile di vita che pratichi?
“No.
È vero, mi sarei anche potuto far trovare nudo, normalmente è così che
sto a casa mia. Se non l’ho fatto è perché non so come avresti reagito
nei confronti della nudità. È importante avere rispetto per il prossimo.
La maggior parte delle persone ha valori etici tali da non poter accettare
la libera nudità ed io posso non condividerli ma non per questo non li
rispetto”.
Che
cos’è il nudismo?
“
Il nudismo è uno stile di vita che non si riduce solo al fatto di
togliersi i vestiti quando ciò fa piacere senza che disturbi il prossimo.
Nudismo significa soprattutto spogliarsi da tutti quei condizionamenti
imposti dal nostro contesto sociale che ci impediscono una piena crescita
umana, significa ritrovare quel contatto profondo con la natura che la
maggior parte degli uomini civilizzati ha perso. La pratica della nudità
non è che il presupposto di
questo modo di vivere. Il nudismo è un modo di essere liberi. E non
bisogna credere che sia assolutamente necessario andare in un villaggio
nudista per praticarlo. Il giorno di Pasquetta ad esempio, mi è capitato
di correre a piedi nudi su un terreno appena arato: ho provato una
sensazione indescrivibile di morbidezza, straordinariamente piacevole…
Anche questo è nudismo!”.
Che
benefici hai riscontrato nel nudismo?
“Innanzi
tutto mi sono accorto che il dialogo tra due persone nude è più sincero.
Fin da quando sono entrato a
contatto per la prima volta con altri nudisti trascorrendo le vacanze
estive in un villaggio naturista, ho capito che la nudità
aiuta ad essere se stessi: all’interno del villaggio infatti
ciascuno abbandona il proprio
status sociale per ridiventare un uomo libero che si chiama semplicemente
per nome. Inoltre ho riscontrato vari benefici per la salute fisica, a
cominciare da una migliore termo-regolazione del mio corpo che mi preserva
da raffreddori, mal di testa, influenze, bronchiti”.
Qual
è la realtà attuale del nudismo in Italia?
“Non
bella purtroppo. L’Italia è l’unica nazione civile a non avere ancora
una legge sul naturismo, perciò chi lo pratica è costretto a sopportare numerosi disagi, primo fra
tutti l’ assenza di spazi pubblici appositamente destinati. Fa eccezione
solo la spiaggia romana di Capocotta che recentemente il comune di Roma ha
destinato alla balneazione dei nudisti. Di conseguenza chi in Italia vuole
praticare il nudismo fuori dalla propria casa ha due sole alternative: o
quella di appartarsi nei luoghi più isolati con il rischio di poter
essere comunque sempre denunciato per oltraggio al pudore, oppure quella
di andare in uno dei pochi club privati per naturisti esistenti, semprechè
i gestori gli rilascino la tessera d’ingresso”.
Se
una persona fosse interessata a provare un esperienza di nudismo, cosa le
diresti?
“Le
proporrei di provare con persone che non conosce perché con dei
conoscenti sarebbe più difficile, si potrebbero creare più facilmente inibizioni”.
C’è
qualcosa che auspichi nel futuro per il movimento nudista?
“L’eliminazione
totale dei guardoni... Scherzo! Mi auguro soprattutto che l’Italia possa
avere presto una legge sul naturismo, come la maggior parte dei paesi che
partecipano all’Europa unita. Spero anche che il numero dei praticanti
italiani (attualmente sono circa 200.000, di cui solo 8.000 iscritti alle
associazioni naturiste UNI, ANITA e FENAIT) raggiunga i livelli di nazioni
come la Spagna, la Francia, la Germania, la Grecia, l’Olanda, la
Finlandia, la Svezia, la Danimarca o la Croazia, nazioni in cui il nudismo
non è un tabù”.
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Michelangelo Buonarroti, creazione di Adamo
1508-1512, cappella Sistina. |
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