Il Naturismo

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Sono passati alcuni mesi da quando l’amico Alberto, incuriosito nel sentirmi parlare di Naturismo – Nudismo, ha deciso di farmi un’intervista per pubblicarla nel sito che con molto impegno lui e i suoi amici portano avanti.

In quella intervista, una cosa che non mi è andata a genio e la parola NUDISTA, in quando, io non mi ritengo un nudista ma un naturista. Che bel gioco di parole!

Con molto piacere invece ho sentito che quella pagina ha registrato parecchi visitatori, allora ho proposto ad Alberto la possibilità di approfondire maggiormente l’argomento e di fornire dei link utili ai visitatori.

Allora, prima di iniziare mi sembra doveroso presentarmi e parlare un po’ di me e come ho conosciuto il naturismo: il mio nome è Antonino, vivo e lavoro a Trapani, ho trentatre anni e sono un naturista dal 1996, anno di un viaggio intrapreso per rilassarmi otto giorni.

Le mete del viaggio erano state programmate per la Sardegna e la Corsica, in Sardegna avrei alloggiato in un campeggio per tessili (località non naturista, tessile per il costume da bagno) e in Corsica in un villaggio naturista. Scelta fatta solo per una curiosità, avevo visto un documentario sul naturismo in televisione e, vedere tutta quella gente che camminava nuda, andare in bicicletta, giocare in spiaggia,  mi sembrava così strano che volevo vedere quale era la sensazione che si provava.

Da quel momento, detesto indossare il costume da bagno, quando vado a mare, sono sempre alla disperata ricerca di posti solitari dove poter stare senza il costume.

Per un periodo ho ciattato in una chat per nudisti, ma poi mi sono stancato di litigare con molte persone che non entravano in quella chat per parlare di naturismo o scambiare idee ed esperienze, ma per fini totalmente diversi e lontani dalla filosofia del naturismo. Vi sono rientrato circa un mesetto fa, ma le cose non sono cambiate parecchio, perché anche se  ci sono sempre delle persone realmente interessate all’argomento non manca però della gente che ha sbagliato ambiente.

Riporto in questi fogli degli articoli copiati dalla rivista “Info Naturista” che ritengo molto interessanti per chi si avvicina anche per curiosità al naturismo.

                                    Di Anton 70

 

Ma che senso ha girare nudi?

Probabilmente è proprio questo il più grosso interrogativo di un non naturista. Ed è la stessa domanda che mi sono posta io quando, circa tre anni fa, mi hanno proposto di provare questa esperienza.

Convincermi ad entrare in un campo naturista non è stata un’ impresa facile: ho un carattere abbastanza introverso e proprio non capivo quale fosse l’utilità dello spogliarsi di fronte a tutti.

Solo dopo aver provato mi sono resa conto che forse uno degli errori più comuni è quello di dover trovare a tutti i costi una motivazione razionale nelle nostre scelte. Alla domanda iniziale mi verrebbe da rispondere con alcune provocazioni: girare nudi ha la stessa utilità di collezionare monete, francobolli o praticare un qualsiasi hobby.

E’ riduttivo parlare di utilità: se questo fosse il parametro con cui valutare e orientare le nostre scelte saremmo guidati sempre e solo da un puro materialismo.

Per questo credo che il senso del naturismo vada ricercato nell’esperienza personale di ogni singola persona: esistono centinaia di motivi diversi che spingono ognuno di noi a scegliere di entrare in un campo naturista; altrimenti possono essere gli aspetti che più ci soddisfano e ci appagano di questa esperienza.

L’elemento unificante penso sia però l’aver compreso che il naturismo non è una semplice esposizione della propria fisicità. Io stessa vedevo il tutto in termini così riduttivi. Infatti non avendo mai avuto una particolare adorazione per il mio corpo e anzi, come spesso accade ad una ragazza di ventuno anni, essendo assillata di alcuni difetti fisici, il mio problema più grosso era il timore di un giudizio da parte degli altri.

Ora tuttavia, mi sento paradossalmente più giudicata indossando un vestito capace magari anche di nascondere i miei difetti, piuttosto che nel mostrarmi completamente nuda in un campo naturista. Ho infatti capito che nel naturismo la nudità è solo il presupposto di un atteggiamento mentale ben più complesso.

Non si è più nascosti da un indumento: ci si mostra per quello che si è. Si viene così a creare un rapporto paritario dove l’aspetto esteriore diventa secondario.

Con questo non voglio dire che il naturismo sia un modo paradisiaco ma sicuramente un contesto in cui alcuni tabù della vita quotidiana cessano di aver ragione di esistere.

Proprio questo è il motivo che mi ha spinto ad iscrivermi ad una associazione naturista. L’ambiente in sé, la familiarità che si viene a creare e la mancanza di alcuni pregiudizi: questo secondo me è il senso del naturismo.

In queste poche righe ho tentato, tramite la mia esperienza personale, di rispondere a quelli che erano i miei dubbi prima a far parte della Fenait. Tuttavia l’argomento è molto ampio e per questo sarà interessante svilupparlo nei prossimi numeri di Info Naturista in cui raccoglieremo le domande più comuni o più curiose dei nostri naturisti.

Forse solo sentendo il parlare dei non associati sarà più facile comprendere perché il naturismo in Italia sia ancora avvolto da questa alone di mistero e sia ancora vittima di così tante riserve.      

                                                                                     di Ilaria Barbini

 

 

Naturista o Nudista?

 “Che piacere vederti! Cosa hai fatto quest’estate?”

“Ho passato due settimane intense in Spagna e mi sono rilassato una settimana in un campo naturista qui in Italia…”

“Campo naturista? E cos’è? Un campeggio immerso nella natura , un posto senza comodità né tecnologia?”

“Ma…. No, guarda…. Volevo dire campeggio nudista…”

“Ah, ora ho capito…. Appena lo hai detto pensavo fossi un boy-scout! Eh eh eh ….. Sei sempre il solito….”

 Queste poche frasi potrebbero sembrare banalissime chiacchiere fra due amici che non si vedono spesso, ma in realtà il problema dell’incomprensione del significato di NATURISMO potrebbe essere analizzato sotto una prospettiva dal risvolto semio-sociologico.

Come mai il più delle volte il Naturista non viene riconosciuto come tale, ma deve “spacciarsi” per un Nudista? quindi un pseudo-Naturista?

La cultura dei nostri giorni riconosce più utile un nudo osceno (pornografia), un nudo commerciale (moda) o un nudo artistico, ma purtroppo il più delle volte non trova l’utilità in un nudo naturista.

In alcuni casi non si sa neanche cosa sia un nudo naturista e quale sia la differenza con un nudo nudista. Sembrano quasi giochi di parole, ma la differenza c’è.

Inizialmente neanche io capivo bene quale fosse; tra l’altro la prima volta che avevo sentito parlare di Naturismo mi ero immaginato tutto quello che dovrebbe caratterizzare un luogo di adepti al Nudismo. Invece ho trovato tutt’altro! L’interesse per il naturismo è cresciuto con il tempo e solo ora, a tre anni e più della mia prima esperienza naturista posso dire di aver capito cosa è lo spirito che caratterizza questo stile di vita.

Il Naturismo è una filosofia: un modo d’essere diverso e profondamente sentito; perlomeno dovrebbe esserlo. Il Naturismo è una crescita personale, diversa da persona a persona, una crescita interna che ci purifica dai limiti della morale odierna. Al contrario, il Nudismo può ricadere, e spesso lo fa, nella semplice ostentazione della propria fisicità mentre il Naturismo serve e favorisce l’estraneamento della propria corporeità. Il Naturismo anzi aiuta a tralasciare, a porre in secondo piano la nostra fisicità per vivere appieno e liberamente le proprie emozioni sensoriali, senza preoccuparsi dei difetti fisici e dei tabù sociali.

La disinformazione a riguardo è grande. Molte volte il naturista viene confuso con colui che gira nudo, così, per sua scelta e senza apparente motivo.

Il Naturista però mette spiritualità in ciò che fa: è aiutato a crescere dalle proprie esperienze e dalle emozioni che vive. Riesce così a sentirsi in pace, prima che con gli altri, anche con se stesso.

E io, Naturista, voglio raggiungere questo traguardo. E’ importante che anch’io, per primo, non mi confonda e  non sia confuso con un Nudista!

di Luca Marando