I VANTAGGI
1)
Sparizione dal sottocosta di elementi di disturbo quali: mezzi nautici,
cannisti, altri sub, ecc….
2)
Iperattività dei pesci.
3)
Ottima copertura sonora e visiva e quindi maggiore facilità
nell’avvicinare la preda, quasi sempre intenta a nutrirsi o a cacciare
in questa situazione.
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GLI SVANTAGGI
1)
Maggiori problemi di acquaticità e fatica.
2)
Rischi di infortuni.
3)
Mal di mare, per chi lo soffre.
4)
Maggiore usura dell’attrezzatura.
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PIANIFICAZIONE DELLA BATTUTA
Innanzitutto
bisogna pianificare per bene la battuta poiché una buona strategia è il
presupposto migliore per una fruttuosa pesca.
Dobbiamo
considerare:
1)
Le condizioni meteo-marine e possibile evoluzione delle stesse.
2)
Punto di ingresso in acqua, il quale ci deve garantire, qualora
le condizioni meteo peggiorino, di potere agevolmente uscire dall’acqua
senza crearci problemi di sorta che nel qual caso si risolvono in
infortuni da non sottovalutare. – Sicurezza in primis –
3)
Condizioni di visibilità in acqua: “determinanti”.
Solo
dopo una approfondita conoscenza del luogo di pesca prescelto, potremo in
base al vento dominante (ed eventuali correnti) o condizioni dei giorni
precedenti, valutare che qualità di visibilità potremo trovare ed in
base a ciò, impostare la nostra battuta di pesca: scegliere la lunghezza
del fucile da adoperare; il tipo di muta; le tecniche di caccia; la
pesata; l’eventuale utilizzo dello schienalino; batimetriche alle quali
operare.
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ATTREZZATURA
Le
pinne debbono avere una scarpetta comoda, pale non troppo rigide poiché
dovremo pinneggiare quasi constantemente ma comunque
debbono garantire una buona spinta per contrastare le correnti
generate dai marosi.
La
muta deve essere necessariamente foderata esternamente, sconsigliabile il
nero, molto visibile nel luminoso ambiente del bassofondo; meglio un capo
mimetico o un mix di mute diverse (giacca e pantaloni) che spezzano
l’immagine del subacqueo.
La
zavorra deve essere ben equilibrata in base allo spessore della muta e ci
deve dare la possibilità di scivolare silenziosamente tra gli anfratti
rocciosi senza affaticare, quindi è meglio optare per una diversa
distribuzione dei pesi.
Io
utilizzo uno schienalino da quattro kg. di peso più cintura e cavigliere
da mezzo kg. per contrastare la spinta positiva dei calzari.
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L’ARMA
Personalmente in queste
condizioni adopero esclusivamente arbalete di diverse misure; precisi,
silenziosi e veloci, si caricano facilmente e sono molto robusti ed
affidabili.
Ovviamente
più il mare sarà mosso meno lungo sarà il fucile anche perché bisognerà
tenere presente l’intorbidimento dell’acqua e la conseguente
diminuzione della visibilità.
In
condizioni di visibilità sufficente (entro i quattro-cinque metri) e
leggera risacca, utilizzo un arbalete da 90 o 100 con fusto in carbonio,
asta da 6 mm. ed elastici da 16 mm. che mi permette di effettuare tiri al
libero rapidi e precisi ed al tempo stesso mantiene un’ottima
brandeggiabilità anche effettuando agguati nella schiuma.
Con
mare molto mosso o molto mosso e visibilità limitata opto per un 82
(misura anomala, creato accorciando il fusto ad un 90) o un 75, ambedue
con fusto circolare, asta da 6 mm. ed elastici da 16 mm., senza mulinello.
L’ottantadue
mi permette di tirare con buona gittata al libero e rimane brandeggiabile
nella risacca grazie al fusto di sezione circolare ed all’assenza del
mulinello, inutile in queste condizioni.
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LE ZONE DI PESCA
Il
litorale Trapanese è molto variegato dal punto di vista dei fondali.
DALLA COLOMBAIA A TORRE DI LIGNY
Fondale
composto da grotto, posidonia, intervallato da chiazze di sabbia.
Profondità
variabili, comunque contenute entro i dieci-quindici metri.
Orate,
spigole, saraghi e cefali di ottima taglia.
In
questa zona bisognerà valutare di volta in volta la direzione del vento e
l’intensità del moto ondoso in quanto l’acqua potrebbe essere troppo
torbida a causa della vicinanza del porto e del fondale sabbioso, quindi
potrebbe non garantire condizioni accettabili di visibilità.
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LIDO VALDERICE
Fondale
a prima vista insignificante, che invece riserva gradite sorprese.
Su
un bassofondo sabbioso attorno ai 4, 5 metri si trova una lunga serie di
scogli caratterizzati da numerose tane profonde e comunicanti tra loro; un
vero labirinto dentro il quale sono soliti nascondersi branchi di saraghi
da insidiare con armi medio-lunghe.
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MONTE COFANO
Il monte si erge imponente e i
suoi fondali sono tra i più belli dell’intero litorale.
Sono ideali, in inverno, per
spigole e saraghi.
La zona di fronte a punta del
saraceno degrada rapidamente fino a 25 metri di profondità.
Qui nei mesi caldi si vedono
grosse cernie smaliziate.
Lo scoglio
Scialandro è
conosciuto per il passaggio di pelagici, soprattutto lungo il versante
rivolto al largo.
Va da sé che l’aspetto è la
tecnica da prediligere anche se le batimetriche sono elevate
la corrente quasi sempre forte.
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