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Strutture ricettive |
Cartine |
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Come arrivarci: |
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Era
una mattina del 241 a.C., quando il mare lungo le coste dell’isola
Aegusa (oggi Favignana) di fronte all’isola di Levanzo si tinse del
rosso del sangue dei soldati cartaginesi massacrati dai romani nella
terribile Battaglia navale delle Egadi che segnò la fine della prima
guerra punica. D’allora in poi quel tratto di costa, precisamente quella
grande cala che si vede prima di entrare nel porto dell’isola, prese il
nome di Cala Rossa
I Florio introdussero nell’isola la lavorazione e il primo inscatolamento del tonno pescato dai tonnaroti favignanesi. Infatti a Favignana era presente ed è tuttora attiva una delle più antiche Tonnare di tutto il Mediterraneo. Ogni anno nel mese di maggio si può assistere alla mattanza dei grossi tonni pesanti anche 200-300 chili, che vengono catturati con le reti, e arpionati dai pescatori. |
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Inoltrandoci nel paesino noteremo con facilità che gran parte della vita sociale e lavorativa si svolge lungo l’asse viario del corso che unisce le due piazze del paese, piazza Matrice e piazza Europa. In piazza Matrice si trova la graziosa chiesa omonima. |
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Usciti dal paese, visitiamo ciò che di più bello e spettacolare può offrire l’isola: le sue fantastiche coste con tutte le cale dal mare limpido e preservato dall’inquinamento, le innumerevoli cave di tufo arenario “che sin dal medioevo ha rappresentato la più grande risorsa economica dell’isola” e il suo entroterra caratterizzato dai rustici e caratteristici muretti a secco che separano i vari campi e cingono le mura delle tipiche case di campagna. |
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Poco
fuori dal
paese verso nord
arriviamo nella zona di punta S.Nicola ove si possono visitare le
tante grotte che contengono al loro interno segni di graffiti preistorici
o incisioni del periodo punico o i resti di antiche tombe puniche e
cristiane. |
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Durante questo tour è suggeribile munirsi anche di un’attrezzatura da sub per poter ammirare i fondali ricchi di vita e di relitti navali.
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| LEVANZO Torna su | ||||||
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Imbarcandosi da
Trapani o da Favignana sull’aliscafo si giunge nella piccola isola di
Levanzo. Sbarcati nel porticciolo dell’isola non può mancare una visita
alla grotta del Genovese, situata nella parte ovest dell’isola. |
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rupestri risalenti al paleolitico e al neolitico (10000-7000 A.C.), raffiguranti idoli a bottiglia, uomini stilizzati e animali vari. L’isola dispone di pochi sentieri quindi è consigliabile concordare con i pescatori del luogo l’affitto di una piccola imbarcazione per fare il giro dell’isola. |
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| MARETTIMO Torna su | ||||||
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Marettimo
è un paradiso ancora del tutto incontaminato, ideale per chi cerca pace,
relax e un contatto con una natura selvaggia, ma anche per chi ama il mare
e le immersioni subacquee. |
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distante
dalla costa siciliana. Impedibile
è il giro dell’isola in barca, alla scoperta delle numerose e
spettacolari grotte che sorgono a fior d’acqua lungo la costa. Per
questa escursione converrà noleggiare una barca da uno dei tanti
pescatori locali che specialmente nel periodo estivo, affollano il
porticciolo del paesino di Marettimo. La parte più suggestiva di questo
itinerario è infatti inserita in zona di riserva naturale integrata in
cui solo ai residenti è concesso l’accesso e la navigazione.
Usciti dal porto, costeggiamo l’isola in direzione nord, verso punta Troia. Troveremo innanzi tutto la grotta del Cammello, con la caratteristica volta bucata da cui penetrano tersi raggi solari che illuminano le acque sottostanti conferendole un suggestivo reticolo di riflessi cangianti. Successivamente raggiungeremo Cala Manione ed in seguito, una volta doppiata punta Libeccio, cala Bianca, le cui acque |
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di
un turchese purissimo invoglieranno certamente ad una sosta e ad una
nuotata. Da qui in poi, fino al compimento del periplo di Marettimo, è
tutto un susseguirsi di calette e di grotte marine, fra cui menzioniamo la
grotta della Bombarda, così chiamata perché le onde che giungono e
sbattono contro le sue pareti quando il mare è agitato, producono un
caratteristico rumore simile ad un’esplosione. Ricordiamo anche la
grotta del Presepe, grotta Perciata e la grotta del Tuono. Infine per gli amanti del trekking consigliamo un escursione lungo uno dei sentieri che attraversando le folte pinete che ricoprono monte Falcone, si inerpica fino alla sua cima. Qui, soprattutto in primavera, è possibile trovare numerose specie rare della flora mediterranea e osservare vari uccelli rapaci fra cui l’aquila del Bonelli e il falco pellegrino. |
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