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Realizzare un reportage Di Alberto Amoroso |
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Un reportage è il racconto di un evento, la descrizione di una società
o di una cultura, realizzato attraverso una sequenza di immagini con un
inizio, uno svolgimento ed una fine. Dovrà esserci un’immagine che
descrive il contesto in cui si svolge l’azione, per introdurre
l’osservatore nella situazione. Servirà poi, una foto del soggetto che
compie l’azione ed una foto che descriva i particolari che
caratterizzano l’azione stessa. Infine il racconto terminerà con una
foto che dovrà renderne il senso di chiusura. Vanno escluse le immagini
slegate dalla sequenza, che interrompono l’armonia della narrazione. Al principiante conviene iniziare a fotografare partendo dalla realtà
in cui egli stesso è quotidianamente immerso. Basta dare un’occhiata
sotto casa, per scoprire come in un contesto apparentemente banale si
nasconde invece un’umanità estremamente interessante e varia. Ottimi
spunti si possono cogliere ad ogni angolo di strada, davanti alle vetrine
dei negozi, nei mercati rionali o ad una fermata dell’autobus. Ciò che
conta è imparare a rapportarsi con serenità e disponibilità alla gente
con cui si entra in contatto e riuscire a descrivere un azione con un
singolo scatto. Un’altra ottima esperienza per imparare
è offerta anche dalle feste popolari, dove spesso la gente è distratta
dagli avvenimenti e non nota la presenza del fotografo, che potrà agire
con maggiore tranquillità. Il soggetto di solito non va inseguito, ma è
necessario avere la pazienza di aspettare che giunga davanti a noi. Meglio
evitare però, di restare sempre fermi nello stesso posto; ciò alla lunga
potrebbe rendere troppo evidente la nostra presenza o peggio, farci
apparire eccessivamente invadenti. Al momento di scattare bisogna essere rapidi e senza incertezze,
talvolta si dovrà anche sgomitare in mezzo a decine di altri fotografi,
se necessario. Perciò è essenziale saper regolare letteralmente “ad
occhi chiusi” i comandi della fotocamera da utilizzare. Meglio, infine, abituarsi ad eseguire più di uno scatto per ogni
singolo soggetto o inquadratura. Ciò diminuirà notevolmente la
probabilità di un errore.
Grandangolare
o Teleobiettivo Nella
realizzazione di un reportage possiamo servirci di diverse ottiche, dai
grandangolari ai teleobiettivi. Agli obiettivi a focale fissa (es: 35mm;
90mm) oggi vengono più spesso preferiti gli zoom luminosi, con
un’escursione focale che va dal grandangolo al tele (es: 28-105 mm;
24-70mm) perché così si evita di dover cambiare di volta in volta
obiettivo durante il lavoro. I
grandangolari sono ideali per riprendere scene di massa, momenti di vita
collettiva, dove l’azione risulta dall’interazione di più soggetti. I
teleobiettivi, invece, permettono di isolare dal contesto quel particolare
o quel soggetto che si vuol mettere in evidenza. Il tele, in genere, sarà
indispensabile per i reportage sportivi o nel caso sussistano particolari
divieti che impediscono al fotografo di avvicinarsi molto al soggetto,
perché consentirà di lavorare in tutta tranquillità, a distanza di
sicurezza. Dobbiamo
anche dire che i grandangolari dilatano lo spazio esaltando lo scenario in
cui si svolge l’azione, mentre al contrario i teleobiettivi inquadrano
un ristretto angolo di campo, appiattiscono lo sfondo e usati alle massime
aperture di diaframma (es: f 2,8; f 4) permettono di sfocarlo al punto da
cancellarlo del tutto. Sarà
cura del fotografo usare un grandangolare quando è necessario ottenere
una resa più dettagliata dello sfondo attorno al soggetto, in modo da
contestualizzarlo. Si sceglierà un tele quando è necessario minimizzare
o addirittura annullare uno sfondo che può distogliere l’attenzione dal
soggetto. È
bene comunque ricordare che un buon reportage, in genere, risulta
dall’abbinamento di immagini eseguite sia col grandangolo sia col tele.
Infatti, un reportage realizzato con l’impiego di una sola focale
potrebbe rischiare di apparire monotono dal punto di vista compositivo. Suggerimenti
finali Prima
di terminare, annotiamo alcune indicazioni che potrebbero risultare utili. Innanzi tutto ricordiamoci che per fotografare in determinati luoghi (es:
da una particolare postazione durante una manifestazione o uno spettacolo
ecc…) è spesso necessario essere accreditati: una lettera di
presentazione o la tessera di un giornale può rivelarsi utile per
consentirci un comodo accesso. Per
fotografare in aeroporti, porti, stazioni ferroviarie e metropolitane
bisogna ottenere autorizzazione dall’ente gestore della struttura. Se
andiamo in paesi stranieri dobbiamo prima effettuare le vaccinazioni
indicate dagli operatori di viaggio; in ogni caso sono quasi sempre
consigliate quelle per il tifo e il tetano. È
inoltre consigliabile informarsi presso le ambasciate su quante macchine
è possibile portare con se senza pagare dogana e se bisogna far vidimare
la propria attrezzatura per dimostrare di non farne contrabbando. È poi
indispensabile portare con se una lista con l’indicazione di tutti i
singoli materiali dell’attrezzatura ed i relativi numeri di matricola.
Ricordiamoci infine di prendere informazioni sulle usanze del paese in cui
intendiamo recarci, in modo tale da evitare eventuali condotte non gradite
alla gente del luogo. Per
concludere possiamo aggiungere che la principale dote di un fotoreporter
consiste nella capacità di saper anticipare l’evento, di intuirlo, di
coglierlo magari attraverso una breve notizia letta su un invisibile
trafiletto di giornale. Di fondamentale importanza è tenersi sempre
informati su ciò che accade e disporre, all’occorrenza, di conoscenze e
contatti che consentano di giungere tempestivamente sul luogo in cui si
svolgerà l’evento.
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